mercoledì 8 agosto 2007

Un suicida in certi casi non scende all'Inferno

In questi giorni di 39 anni fa terminava la primavera di Praga; eroe e martire di quel movimento fu Jan Palach, giovane studente di filosofia cecoslovacco che per protesta nei confronti della rivoluzione russa si cosparse di benzina e si dette fuoco in piazza San Venceslao...morì tre giorni dopo. La chiesa, in pieno fervore anticomunista, dichiarò: "Un suicida in certi casi non scende all'inferno". Io mi chiedo...quanti di noi, oggi, e per noi intendo italiani, francesi...insomma comodi figli della civiltà occidentale saprebbero darsi fuoco per un ideale? Va ricordato che altri giovani compagni di protesta di Palach si dettero alle fiamme nei giorni successivi oscurati dagli organi d'informazione già in mano all'armata rossa (potere dell'informazione...).

P.s.
Un appello al capitalismo:
se per caso leggi questo blog (dalla frequenza dei visitatori non credo) tieni giù le grinfie da Praga...l'hai già rovinata abbastanza...grazie

2 commenti:

Zonda ha detto...

Mi ricorda l'episodio di South Park dove si chiedevano se gli andicappati andassero all'Inferno, visto che non si possono confessare. I nostri protagonisti vanno da Woitla a chiedere se gli handicappati vadano all'inderno e la risposta del Pontefice è:"ghfhghf"

kabalino ha detto...

Mi son perso la discussione sul limbo...non ho ancora capito se il concilio vaticano l'ha eliminato o no...se sì ci sarà un'ondata di profughi.
Comunque in south park mi faceva impazzire il bambino che vomitava quando gli si avvicinava la tipa di cui era innamorato